“TCT NANOTECH” premiata e New York acquista il fluido magico che aumenta calore

Un giro del mondo in tre tappe, partendo da Brindisi e passando per Rimini e New York: la TCT Nanotech, un’azienda del capoluogo che opera nel campo delle nanotecnologie, uno di quelli che richiedono il maggiore tasso di innovazione nell’industria di questi ultimi tempi.
Nella città dell’Emilia Romagna, infatti, è stato segnalato il nome dell’azienda brindisina nell’ambito della rassegna denominata “Premio per lo Sviluppo Sostenibile – sezione Edilizia Green”, giunto quest’anno alla sua edizione numero otto. La segnalazione è riferita all’“efficacia dei risultati ambientali, contenuto innovativo, risultati economici e possibilità di diffusione”.). Soddisfazione per il traguardo raggiunto è stata espressa dall’amministratore unico di TCT Nanotech, Corrado De Rinaldis Saponaro, e dal responsabile tecnico dell’innovazione.
Il focus della rassegna romagnola, in particolare, si è soffermato sul progetto che è stato chiamato Htf compact, ovvero “il nano fluido che aumenta l’efficienza degli impianti termici industriali e civili, riducendone i consumi energetici”.

L’HTF Compact (che sta per heat transfer fluid) compact è, secondo la stessa azienda brindisina, una sospensione (ovvero, in termini un meno scientifici, una sorta di miscela tra vari elementi) costituita da nanoparticelle (ovvero parti piccolissime di materia) “grandi quanto molecole”. Come detto, la TCT Nanotech evidenzia che questo fluido “aggiunto ai liquidi degli impianti termici, aumenta la capacità di scambiare il calore e l’efficienza nel trasferimento di quest’ultimo dalla caldaia alle utenze”. Tra le diverse realtà che già utilizzano l’HTF compact, anche alcune costruzioni all’interno della Grande Mela: tra queste figurano l’impianto “del Botanical Garden, il parco botanico più grande del mondo”, o ancora “gli uffici Linkedin dell’Empire State Building” e “l’Hotel Marriott in costruzione nella trentaduesima strada di New York”.

Tra i vari possibili utilizzi di Htf compact, secondo la Tct, un impiego “per il recupero del calore negli impianti a cogenerazione” (riscaldamento e processi produttivi) e “per l’efficientamento energetico degli impianti geotermici e solari termici”. Allo stesso modo, un altro sbocco sarebbe quello, già adottato, “per il raffreddamento degli energivori data center di importanti multinazionali del settore Ict (le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, ndc), che necessitano del condizionamento dei locali h 24”.
Secondo la Tct, inoltre, il progetto è nato a seguito di un investimento “per il quale l’azienda negli ultimi otto anni ha investito oltre 2 milioni di euro impegnando 12 ricercatori e tecnici” e che ha visto allo stesso tempo anche la “stretta collaborazione con l’Università del Salento e altri centri di ricerca nazionali”.

Una collaborazione che l’impresa brindisina mette in evidenza anche quando parla della propria storia, iniziata nel 1983. La TCT Nanotech, informa l’azienda, “occupa 22 persone e opera da anni nel settore dell’energia e da 8 anni anche nel campo delle nanotecnologie. Con l’obiettivo di ampliare l’offerta di prodotti attraverso tecnologie innovative nei settori dei nuovi materiali e dell’efficienza energetica, collabora con centri di ricerca e università tra cui il Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione dell’Università del Salento, Politecnico di Bari, Cnr, Enea, Distretto Tecnologico Nazionale per l’Energia (Di.T.N.E) e Distretto High Technology (DhiTech).

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